Ci occupiamo di ricorsi dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo per conto di persone fisiche, di società o di imprese individuali. Prestiamo anche consulenza e assistenza nei giudizi civili, amministrativi, penali e tributari con riguardo all’applicazione in detti giudizi della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e dei suoi Protocolli come interpretati dalla Corte EDU.
Per quanto riguarda i ricorsi individuali alla Corte EDU, abbiamo fatto valere, ad esempio, le violazioni:
- del diritto al rispetto dei propri beni (art. 1 del Protocollo n. 1)
- del principio nullum crimen, nulla poena sine lege (principio di legalità in materia penale) (art. 7 della Convenzione);
- del diritto a un equo processo civile oppure penale (art. 6 della Convenzione);
- del divieto di tortura e di pene o trattamenti inumani e degradanti (art. 3 della Convenzione);
- del diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8 della Convenzione).
Tra le tematiche specifiche alle quali ci interessiamo in modo particolare, vi sono quelle attinenti:
- la tutela della proprietà (o di altri interessi patrimoniali) con riferimento a terreni ed edifici (ad es. nel caso di confisca urbanistica, di acquisizione dei terreni al patrimonio comunale o di esproprio);
- la tutela della proprietà nell’ipotesi di confisca per equivalente;
- la tutela della proprietà di opere d’arte (es: nell’ipotesi di confisca per esportazione illecita);
- la tutela della persona privata della libertà rispetto a trattamenti inumani o degradanti;
- la tutela della vita privata sotto il profilo del diritto alla reputazione e all’onore;
A proposito dell’esperienza acquisita segnaliamo che:
L’avv. Francesca Pietrangeli ha fatto parte del collegio di difesa nel noto caso Sud Fondi S.r.l. e altri c. Italia, cd. caso di “Punta Perotti” (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sentenza del 20 gennaio 2009 e Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sentenza del 10 maggio 2012). Nel detto caso, concernente la confisca per lottizzazione abusiva disposta dai Giudici penali con riferimento ad alcuni terreni ed edifici situati sul lungomare di Bari nonostante l’assoluzione dei ricorrenti per ignoranza incolpevole della legge, l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per avere violato l’art. 7 della Convenzione, che consacra il principio di legalità in materia penale, e l’art. 1 del Protocollo n.1, che garantisce il diritto di proprietà.
L’avv. Francesca Pietrangeli e l’avv. Paola Maggiore si sono anche occupate del recupero delle somme dovute dal Ministero del Tesoro per sorte e interessi in esecuzione delle sentenze della Corte EDU, ottenendo dal Tribunale di Roma la condanna del Ministero.
L’avv. Francesca Pietrangeli e la dott.ssa Silvia Manasse hanno fornito consulenze con riferimento a questioni tributarie connesse all’esecuzione delle sentenze della Corte EDU.
I professionisti dello Studio hanno svolto di frequente attività di consulenza e assistenza nell’ambito di giudizi pendenti dinanzi ai tribunali italiani al fine di garantire, tra l’altro: il rispetto della libertà di espressione, che era stato negato a seguito del mancato riconoscimento delle tutele specifiche garantite dal diritto italiano in caso di licenziamento del whistleblower; il rispetto del diritto di accesso al tribunale, che era stato negato nel precedente grado di giudizio ove la domanda era stata ritenuta inammissibile (art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo); il rispetto del diritto al conseguimento della giusta indennità di esproprio o del risarcimento dei danni determinato secondo i parametri espressi nella sua giurisprudenza dalla Corte EDU nel caso di occupazione illegittima (art. 1 del Protocollo n. 1).